SCUOLA DEL
DESIGN

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La forma dell’uso come mediazione tra progettisti e bisogni reali degli utenti
The shape of use as mediation between designers and user real needs

Laurea Magistrale in Design della Comunicazione, Design degli Interni, Design del Prodotto per l’innovazione

Abstract
Sulla scorta delle nuove prospettive aperte sulle prestazioni dei prodotti contemporanei, ci si chiede se è possibile concepire un’area di sviluppo della cultura del design incardinata specificamente sul concetto di uso.  E’ attuabile una definizione di uso attraverso l’uso? E’ possibile adottare nuove definizioni di uso degli artefatti e degli spazi che non dipendano né dai modelli mentali dei progettisti né da stereotipi di comportamento delle persone? Quali implicazioni comporta il passaggio da un design centrato sull’utente a una più allargata accezione di design centrato sull’uso? La proposta tematica si pone l’obiettivo complessivo di perseguire conoscenze e offrire e diffondere competenze nel campo della cultura del design, enfatizzando la centralità dei comportamenti delle persone in rapporto al sistema di artefatti – prodotti, spazi, sistemi - e alle istanze della cultura materiale di riferimento. 

Along new perspectives opened on product performances, the thesis question mainly refers to the hypothesis of a use-oriented culture of design. Could we move towards emerging definitions of use through use? Could we get apart from use definitions depending either on designers mental models and stereotypes of people behaviours? Could a use-oriented design rather than a user-centred one be a viable option? The proposed theme has the overall objective to pursue and disseminate knowledge as well as to provide expertise in the user-oriented design fields, while emphasizing the centrality of end user behaviours and the relative contributions in terms of use requirements for concurrent material culture.

Parole chiave 
Cultura materiale, design e evoluzioni delle prestazioni d’uso di artefatti e ambienti, estensioni degli studi sui bisogni di utenti, fruitori e consumatori

Material culture, use-oriented design, evolving product and environment performances, advancements in user needs studies

CCS di riferimento (non obbligatorio)
n.d.

Professore relatore proponente
Silvia Pizzocaro

Inizio
aperto  

Durata prevista
da concordare

Contatti
silvia.pizzocaro@polimi.it

Bibliografia
Da concordare a fronte dei tesisti interessati.

 


Letture fenomenologiche per una cultura dell’uso: artefatti e spazi in uso
Toward a phenomenology of a culture of use: artefacts and spaces in use

Laurea Magistrale in Design della Comunicazione, Design degli Interni, Design del Prodotto per l’innovazione

Abstract
Se in passato la cultura del disegno industriale ha investito essenzialmente la configurazione del prodotto, nel presente si va consolidando un approccio che vede prevalere la nuova centralità dell’uso oltre l’oggetto, un approccio che suggerisce inedite estensioni della progettazione dei comportamenti dell’utente. La logica che domina questo elemento fondante della prassi progettuale può essere sintetizzata nell’idea di utente come cardine intorno al quale articolare la riflessione e le proposte profettuali  in termini di  nuovi usi e nuove utilità dei prodotti, nuove comprensioni dei bisogni, nuove interpretazioni dei desideri, ciò che orienta verso una ridefinizione della disciplina del disegno industriale, ora chiamata a rifondarsi come teoria e pratica progettuale che si basa sulla comprensione profonda dei comportamenti e dei bisogni delle persone.

Parole chiave 
Cultura materiale, design e evoluzioni delle prestazioni d’uso di artefatti e ambienti, estensioni degli studi sui bisogni di utenti, fruitori e consumatori

Material culture, use-oriented design, evolving product and environment performances, advancements in user needs studies

CCS di riferimento (non obbligatorio)
n.d.

Professore relatore proponente
Silvia Pizzocaro

Inizio
aperto  

Durata prevista
da concordare

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silvia.pizzocaro@polimi.it

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Esprimere l’uso: fattori sensoriali, immagini, suoni, azioni come retoriche e contro-retoriche nell’uso
Handling use expression: sensorial variables, images, sounds, as rethorics and counter-rethorics of use

Laurea Magistrale in Design della Comunicazione, Design degli Interni, Design del Prodotto per l’innovazione

Abstract
L’informazione visiva, massimamente enfatizzata nella cultura del design, non costituisce l’unico agente che veicola indicazioni sull’uso di artefatti e dispositivi. Il suono, per esempio, può fornire informazioni che non sono accessibili in altri modi: il suono segnala che stiamo usando correttamente un oggetto e che le nostre azioni stanno seguendo la direzione giusta (oppure no) verso la buona riuscita. Campanelli, cicale, clic, rumori di meccanismi che scorrono o si inceppano, trattenuti o rilasciati, sono la colonna sonora dell’uso quotidiano. Ma anche i suoni naturali  sono importanti perché parlano di elementi fisici non direttamente visibili legati all’uso degli oggetti, di cui esprimono stati di funzionalità interna: parlano del modo in cui due o più componenti meccaniche si accostano, delle relazioni acustiche tra pieni e vuoti, del contatto tra materie dalla consistenza diversa, dell’attivazione e cessazione di fonti di alimentazione energetica, tra ruvidezze di ingranaggi e impalpabili circuiti elettronici. Per essere utili, suoni e rumori – come ogni altro elemento sensoriale - devono quindi essere previsti o progettati con una chiara comprensione del rapporto che esiste tra fattore sonoro, informazione trasmessa e esito nei comportamenti delle persone. La proposta tematica si pone l’obiettivo complessivo di perseguire conoscenze e offrire e diffondere competenze nel campo della cultura del design, con un’estensione dall’accezione user-centred a use-oriented, enfatizzando la centralità dei comportamenti delle persone in rapporto al sistema di artefatti – prodotti, spazi, sistemi - e alle istanze della cultura materiale di riferimento. 

Parole chiave 
Cultura materiale, design e evoluzioni delle prestazioni d’uso di artefatti e ambienti, estensioni degli studi sui bisogni di utenti, fruitori e consumatori

Material culture, use-oriented design, evolving product and environment performances, advancements in user needs studies

CCS di riferimento (non obbligatorio)
n.d.

Professore relatore proponente
Silvia Pizzocaro

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aperto  

Durata prevista
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silvia.pizzocaro@polimi.it

Bibliografia
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“Uso” progettato verso “uso” reale. Comportamenti reali delle persone versus modelli mentali del progetto di artefatti e ambienti
Designed use vs real use. People behaviours and designer mental models for artifacts and environments

Laurea Magistrale in Design della Comunicazione, Design degli Interni, Design del Prodotto per l’innovazione

Abstract
Diversamente dai fattori strettamente estetico-formali, funzionali, tecnico-produttivi che i progettisti prescrivono nel progetto dei prodotti e degli ambienti, i fattori relativi all’uso possono essere largamente codeterminati anche dalle persone, che spesso praticano abitualmente l’arte di decodificare creativamente l’uso degli oggetti o la fruizione degli spazi, contribuendo al fenomeno del design involontario, esteso ad artefatti (oggetti, sistemi, spazi) che possono avere una seconda vita utile, alla riconversione di merci e spazi progettati che – una volta abbandonato l’uso originario – imboccano la strada di usi alternativi, spoliati dell’utilità primaria e caricati di inedite riconversioni. L’uso “prescritto” dai progettisti può corrispondere solo in parte all’uso “reale”: è molto frequente lo scostamento tra uso “progettato” e uso “effettivo” da parte delle persone in grado di esprimere e consolidare usi alternativi. Queste osservazioni riportano a tutti i casi in cui gli utenti interpretano l’uso, generando modi d’uso inediti, apprezzati,  adottati socialmente in sostituzione di usi prescritti: un fenomeno che si esprime in tutta la sua portata nelle tipologie di artefatti per i quali non esistono protocolli sociali e pratiche d’uso codificati e stratificati nel tempo. La proposta tematica si pone l’obiettivo complessivo di perseguire conoscenze e offrire e diffondere competenze nel campo della cultura del design, con un’estensione dall’accezione user-centred a use-oriented, enfatizzando la centralità dei comportamenti delle persone in rapporto al sistema di artefatti – prodotti, spazi, sistemi - e alle istanze della cultura materiale di riferimento.

Parole chiave 
Cultura materiale, design e evoluzioni delle prestazioni d’uso di artefatti e ambienti, estensioni degli studi sui bisogni di utenti, fruitori e consumatori

Material culture, use-oriented design, evolving product and environment performances, advancements in user needs studies

CCS di riferimento (non obbligatorio)
n.d.

Professore relatore proponente
Silvia Pizzocaro

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Durata prevista
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silvia.pizzocaro@polimi.it

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Retoriche e contro-retoriche dell’uso dei prodotti e degli spazi come costruzione sociale: modelli culturali, contro-culture, design involontario
Rethorics and counter-rethorics of use as social construction: cultural models, counter-cultures, non intentional design

Laurea Magistrale in Design della Comunicazione, Design degli Interni, Design del Prodotto per l’innovazione

Abstract
Chi usa i prodotti può rimanere in parte incompreso sia dai progettisti, sia dai produttori, più interessati al ruolo degli utenti come acquirenti. I progettisti  hanno bisogno di comprendere come i prodotti si incorporano nelle attività degli utenti, di esplorare in profondità il modo in cui le persone conducono le loro attività collettive e individuali per mezzo dei prodotti. In una desiderabile miglior comprensione della relazione tra progettista e utente si delinea l’emergenza di potenziali nuovi ambiti di conscenza, per esempio rivolti  agli usi effettivi dei prodotti, cioè l’uso che gli utenti effettivamente fanno – o non fanno – dei prodotti e degli spazi progettati per loro, inclusi gli usi imprevisiti o indesiderati. L’uso prescritto dai progettisti può corrispondere solo in parte all’uso reale: ci sono spesso scostamenti significativi tra uso progettato e uso effettivo. Quello che si delinea è un quadro di comportamenti individulali o collettivi in cui gli utenti interpretano l’uso, generando usi alternativi non di rado più interessanti e socialmente influenti degli usi progettati, fenomeno che si esprime in tutta la sua portata per esempio nelle tipologie di artefatti per i quali non esistono protocolli sociali e pratiche d’uso stratificati nel tempo. La proposta tematica si pone l’obiettivo complessivo di perseguire conoscenze e offrire e diffondere competenze nel campo della cultura del design, con un’estensione dall’accezione user-centred a use-oriented, enfatizzando la centralità dei comportamenti delle persone in rapporto al sistema di artefatti – prodotti, spazi, sistemi - e alle istanze della cultura materiale di riferimento. 

Parole chiave 
Cultura materiale, design e evoluzioni delle prestazioni d’uso di artefatti e ambienti, estensioni degli studi sui bisogni di utenti, fruitori e consumatori

Material culture, use-oriented design, evolving product and environment performances, advancements in user needs studies

CCS di riferimento (non obbligatorio)
n.d.

Professore relatore proponente
Silvia Pizzocaro

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silvia.pizzocaro@polimi.it

Bibliografia
Da concordare a fronte dei tesisti interessati.

 


Fenomenologie dell’uso: la permanenza come proprietà degli artefatti
The shape of use as mediation between designers and user real needs

Laurea Magistrale in Design della Comunicazione, Design degli Interni, Design del Prodotto per l’innovazione

Abstract
La tematica suggerisce una rivalutazione delle qualità degli artefatti rapportabili al concetto di uso-usato, con cui  qui si intende sia la dimensione di routine d’uso degli artefatti che quella dell’usura.

Per le persone la familiarità d’uso con gli oggetti corrisponde all’abitudine alle cose note, alla relazione profonda con spazi e cose proprie, posseduti e sfruttati nelle loro funzionalità, investiti di apprezzamento e di affetto e emozioni. L’artefatto usato è, infatti, anche un artefatto vissuto: espressione di una quotidianità d’uso reiterata, di una memoria visibile che si iscrive nella materia di cui le cose e gli spazi sono fatti, esito di un processo di umanizzazione, dove l’aspetto degli oggetti finisce per portare l’impronta del passare del tempo e di quei tratti che realizzano un linguaggio formale e espressivo fatto di colori sbiaditi, impronte, ammaccature, pezzi mancanti, trame sdrucite, aggiunte e aggiustature, rammendi tecnici, giunture, ricambi. A  lato delle interpretazioni che enfatizzano l’estetica perfetta e algida del nuovo, è spesso trascurata una lettura profonda che renda conto della tanta parte dei processi di permanenza degli oggetti, che generano l’estetica imperfetta di artefatti consunti, sdruciti, riparati, logorati, aggiustati. La proposta tematica si pone l’obiettivo complessivo di perseguire conoscenze e offrire e diffondere competenze nel campo della cultura del design, con un’estensione dall’accezione user-centred a use-oriented, enfatizzando la centralità dei comportamenti delle persone in rapporto al sistema di artefatti – prodotti, spazi, sistemi - e alle istanze della cultura materiale di riferimento. 

Parole chiave 
Cultura materiale, design e evoluzioni delle prestazioni d’uso di artefatti e ambienti, estensioni degli studi sui bisogni di utenti, fruitori e consumatori

Material culture, use-oriented design, evolving product and environment performances, advancements in user needs studies

CCS di riferimento (non obbligatorio)
n.d.

Professore relatore proponente
Silvia Pizzocaro

Inizio
aperto  

Durata prevista
da concordare

Contatti
silvia.pizzocaro@polimi.it

Bibliografia
Da concordare a fronte dei tesisti interessati.

 


Sustainable furniture scenario.
Sustainable Design Orienting Scenario for Sustainable Product-Service System applied to Furniture.

Product-Service System Design, Interior and spatial design 

Abstract
The purpose of the thesis is to design a Sustainability Design-Orienting Scenario (SDOS) to open new visions on Sustainable Furniture, as resource of inspiration for Sustainable Product-Service System (S.PSS) designers. 

The thesis adopts the Method for System Design for Sustainability (MSDS). The research and design path start with a Strategic Analysis (SA) through a best practice analysis of S.PSS applied to Furniture. Then (Exploring Opportunity phase) a series of S.PSS applied to Furniture ideas are generated. Finally, SDOS is designed, as a polarity diagram composed of four visions presenting sustainable win-win idea clusters and best practices of S.PSS applied to furniture. For each of the vision a short video will be designed and developed. 

Parole chiave 
Design for Environmental Sustainability – Furniture – Handbook of design for sustainability guidelines and checklists.

CCS di riferimento (non obbligatorio)
Product-Service System Design, Interior and spatial design 

Professore relatore proponente
Carlo Vezzoli  e Francesco Scullica 

Inizio
aperto  

Durata prevista
6-8 mesi

Contatti
carlo.vezzoli@polimi.it - francesco.scullica@polimi.it

Bibliografia
n.d.

 


Design guidelines and checklists handbook for the Life Cycle Design (LCD) of environmentally sustainable furniture.

Laurea Magistrale in Design del Prodotto per l’innovazione, Design Engineering, Ingegneria energetica, Interior and spatial design 

Abstract

The thesis is a design research one and starts with a literature review of existing furniture, their environmental impacts and sustainable best practices. This is followed by the identification of the environmental priorities among the 7 Life Cycle Design (LCD) criteria: 1. Material minimisation; 2. Energy minimization 3. Non-toxic harmful resources selection 4. Renewable and biocompatible resources selection; 5. Product life optimisation; 6. Material life extension; 7. Design for disassembly

Finally, the furniture-specific LCD guidelines and priority indicators are defined. 

The final result of the thesis is a handbook of guidelines and checklist to support and orientate the environmentally sustainable design of furniture. 

Parole chiave 
Design for Environmental Sustainability – Furniture – Handbook of design for sustainability guidelines and checklists.

CCS di riferimento (non obbligatorio)
n.d.

Professore relatore proponente
Carlo Vezzoli e Francesco Scullica

Inizio
aperto  

Durata prevista
6-8 mesi

Contatti
carlo.vezzoli@polimi.it

Bibliografia

Vezzoli C., Manzini E. (2008) Design for environmental sustainability. Patronised United Nation Decade Education for Sustainable Development. London: Springer.

Vezzoli C. (2016) Design per la sostenibilità ambientale. Progettare il ciclo di vita dei prodotti. Bologna: II edizione. Zanichelli editore

 


Progetto Scuola – il disegno dei bambini come incipit del progetto per la riqualificazione della Cadorna a Milano

Laurea Magistrale in Design degli Iterni

Abstract

Il disegno è il principale strumento di comunicazione delle idee e quindi lo spunto dal quale e attraverso il quale da sempre si sviluppa il progetto. La tesi propone di verificare questo assunto attraverso la partecipazione ad un’esperienza di progettazione partecipata promossa da AIDIA (Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti di Milano) che ha scelto la scuola elementare Cadorna come caso pilota per la definizione di linee guida per la riqualificazione sostenibile delle scuole milanesi, 

La ricerca di tesi, che può coinvolgere da uno a tre laureandi, si inserisce in un progetto interdisciplinare “al femminile” che si sviluppa associazione volontaria di un gruppo di professioniste e ricercatrici, ognuna delle quali coinvolta per la sua specificità, coordinato dall’architetto Linda Poletti, che sarà correlatrice alla tesi. 

La proposta prevede la redazione di una proposta di fattibilità progettuale per la riqualificazione e la valorizzazione degli ambienti destinati ai bambini dentro e fuori la scuola;  in particolare la tesi si occuperà del riallestimento (arredi, decorazioni, colori) degli ambienti direttamente destinati alla didattica e degli altri spazi di socializzazione, a partire dalle indicazioni desunte proprio dal disegno dei bambini che frequentano la scuola, per favorire un utilizzo flessibile e creativo delle strutture disponibili, partendo dal presupposto che anche la progettualità spaziale può diventare un momento importante nello sviluppo cognitivo dei bambini.

Parole chiave 
disegno e progetto, disegno dei bambini, scuola elementare, progettazione partecipata, participatory design

CCS di riferimento (non obbligatorio)
Design degli Interni

Professore relatore proponente
Michela Rossi

Inizio
ottobre 2017    

Durata prevista
6/9 mesi

Contatti
michela.rossi@polimi.it

Bibliografia

• Giancarlo De Carlo, An architecture of participation, South Melbourne, Royal Australian Institute of Architects, 1972. 

• Giancarlo De Carlo, L'architettura della partecipazione, Macerata, Quodlibet, 2013.

• Linda Poletti, E per gioco…progetto, progettare è divertirsi, è creare, è dialogare, Santarcangelo di Romagna, Maggioli Editore, 2016.

• www.cprs.org/participatorydesign

• www.lindapoletti.it 

 


Pratiche di “social design” per lo sviluppo di micro-imprenditorialità mirata:  una proposta per incentivare l’uso della bicicletta.

Laurea Magistrale in Design del prodotto per l'innovazione

Abstract
il design di prodotto può svolgere un ruolo di rilievo per lo sviluppo di politiche sociali in determinati contesti di marginalità e degrado, fornendo la propria specificità e competenza per migliorare l’esperienza quotidiana di individui e gruppi, offrendo opportunità per l’individuazione di modelli di micro-impresa. La tesi, muovendo da indagini di situazioni reali, intende pervenire a proposte inerenti:
(i) usi innovativi della bicicletta all’interno di micro-economie urbane [periferie] per lo spostamento di merci o la promozione di servizi;
(ii) configurazione di comunità di pratica, di modelli organizzativi, artefatti in grado di favorire e incentivare l’uso della bicicletta in considerazione di fattori ambientali, sociali ed economici.

Parole chiave 
social design, product design, mobilità, bicicletta

CCS di riferimento (non obbligatorio)
Design del prodotto

Professore relatore proponente
Maurizio Figiani

Inizio
maggio-settembre 2016    

Durata prevista
6/12 mesi

Contatti
maurizio.figiani@polimi.it

Bibliografia
da definire con lo studente tesista in considerazione dello specifico ambito d’intervento.

 


Pratiche di “social design” per lo sviluppo di micro-imprenditorialità; una proposta per lo sviluppo di “prodotti eroici”.

Laurea Magistrale in Design del prodotto per l'innovazione

Abstract
Il design di prodotto può svolgere un ruolo di rilievo per lo sviluppo di politiche sociali in determinati contesti, fornendo la propria specificità e competenza per migliorare l’esperienza quotidiana di individui e gruppi in condizioni di marginalità e degrado sociale, offrendo opportunità per l’individuazione di modelli di micro-impresa. La tesi, muovendo da indagini di situazioni reali, intende pervenire a proposte inerenti strategie e progetti di artefatti [prodotti, sistemi di prodotti] finalizzati a contrastare fenomeni di marginalità sociale, ovvero valorizzando risorse non valorizzate; particolare rilievo viene riferito alle prassi progettuali di co-design e di progettazione partecipata.

Parole chiave 
social design, product design, micro-economie locali

CCS di riferimento (non obbligatorio)
Design del prodotto

Professore relatore proponente
Maurizio Figiani

Inizio
maggio-settembre 2016    

Durata prevista
6/12 mesi

Contatti
maurizio.figiani@polimi.it

Bibliografia
da definire con lo studente tesista in considerazione dello specifico ambito d’intervento.